Tradimento e investigatore privato: cosa può fare davvero e quali sono i limiti imposti dalla legge

Fin dove può spingersi un’indagine investigativa? Spesso pensiamo erroneamente che si può contattare un investigatore privato per fare un’indagine sui dati del nostro partner ad esempio, o per spiare il telefono di nostra moglie o nostro marito, ma se andiamo a scavare bene sul ruolo dell’investigatore privato, non tutto si può fare. Abbiamo chiesto di approfondire gli aspetti di prove legali e limiti dell’attività investigativa a Giordano Rosati, titolare di Gruppo Saros Investigazioni, Agenzia Investigativa di Roma che opera da oltre 20 anni anche a Milano e Provincia.

Chi è Giordano Rosati?

Giordano Rosati è un investigatore privato con Licenza Prefettizia dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito un Master in Criminologia Forense e specializzazioni in Criminalistica, Intelligence e Privacy. Opera nel pieno rispetto del T.U.L.P.S., offrendo consulenze investigative qualificate anche in contesti internazionali e ad alta riservatezza.

Secondo Rosati, il primo errore che molte persone commettono è pensare che un investigatore possa fare tutto ciò che nei film viene mostrato come normale. In realtà non è così. L’investigatore privato non possiede i poteri delle forze dell’ordine e non può decidere autonomamente di intercettare comunicazioni, violare abitazioni o accedere ai dati personali di qualcuno.

Il suo lavoro consiste nel raccogliere elementi utili attraverso attività perfettamente lecite, utilizzando esperienza, metodo investigativo e capacità di osservazione. Proprio perché opera entro confini ben definiti dalla legge, le prove raccolte possono essere utilizzate anche davanti a un giudice.

Questo rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’intera attività investigativa. Una fotografia scattata correttamente, un video realizzato durante un pedinamento in un luogo pubblico o una relazione investigativa dettagliata possono assumere un valore determinante all’interno di un procedimento civile, ad esempio durante una separazione.

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia del 2024, ha confermato che la relazione redatta da un investigatore autorizzato, soprattutto quando accompagnata da documentazione fotografica o video, costituisce un elemento che il giudice può liberamente valutare insieme agli altri mezzi di prova. In altre parole, non si tratta semplicemente di fotografie, ma di un lavoro investigativo svolto seguendo procedure precise, documentato cronologicamente e realizzato da un professionista autorizzato.

Naturalmente tutto questo è possibile soltanto se l’investigatore opera nel rispetto delle norme che regolano la professione. L’attività investigativa privata in Italia è disciplinata principalmente dall’articolo 134 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e dal Decreto Ministeriale 269 del 2010, che definiscono chi può esercitare la professione e in quali ambiti può intervenire. Tra questi rientrano le indagini familiari e matrimoniali, comprese quelle finalizzate ad accertare un’eventuale infedeltà coniugale.

Questo significa che un investigatore autorizzato può svolgere pedinamenti, osservazioni e appostamenti, documentando gli spostamenti di una persona quando questa si trova in luoghi aperti al pubblico. Può fotografare incontri, raccogliere informazioni da fonti pubbliche, analizzare dati liberamente accessibili su Internet e predisporre una relazione dettagliata che descriva quanto osservato durante l’indagine.

Molti rimangono sorpresi nello scoprire che proprio queste attività, apparentemente semplici, rappresentano spesso gli strumenti investigativi più efficaci. Non servono tecnologie fantascientifiche o strumenti illegali per dimostrare un comportamento infedele. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti pazienza, pianificazione, capacità di osservazione e una documentazione accurata dei fatti.

L’aspetto forse più importante riguarda invece ciò che un investigatore non può fare.

Non può installare microspie all’interno di un’abitazione, non può registrare telefonate private, non può leggere messaggi WhatsApp, accedere alle email del partner o entrare nel suo computer senza autorizzazione. Allo stesso modo non può introdursi all’interno di proprietà private per fotografare ciò che accade all’interno di una casa, di un ufficio o di qualsiasi altro luogo protetto dalla privacy.

Chi pensa di ottenere prove in questo modo rischia non soltanto di raccogliere materiale inutilizzabile davanti a un giudice, ma anche di commettere personalmente un reato.

Negli ultimi anni la giurisprudenza italiana ha assunto una posizione sempre più rigorosa su questo tema. Anche screenshot di conversazioni private ottenuti entrando abusivamente nel telefono del partner possono essere dichiarati inutilizzabili e, in alcuni casi, esporre chi li ha acquisiti a responsabilità penali.

Per questo motivo Giordano Rosati sottolinea sempre come il valore di un investigatore autorizzato non risieda nella possibilità di “aggirare” la legge, ma esattamente nel contrario: conoscere perfettamente quali attività siano consentite e quali invece debbano essere evitate.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la tutela della privacy. Ogni investigazione deve rispettare il Codice Privacy e le Regole deontologiche emanate dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Questo significa che ogni informazione raccolta deve essere pertinente rispetto all’incarico ricevuto e utilizzata esclusivamente per la tutela di un diritto o nell’ambito del procedimento per il quale è stata richiesta.

Quando un cliente si rivolge a Gruppo Saros Investigazioni per un sospetto tradimento, il lavoro non inizia con un pedinamento, ma con un colloquio approfondito. Comprendere il contesto familiare, verificare quali siano gli elementi già disponibili e stabilire gli obiettivi dell’indagine permette di pianificare un’attività mirata, evitando costi inutili e concentrando le risorse nei momenti in cui è più probabile documentare eventuali comportamenti rilevanti.

È proprio questa pianificazione iniziale, unita alla conoscenza delle norme e all’esperienza maturata sul campo, che distingue un’indagine professionale da un’iniziativa improvvisata. Cercare di fare da soli, spinti dall’emotività, può compromettere non solo l’efficacia dell’indagine, ma anche la possibilità di utilizzare successivamente le prove raccolte in un eventuale procedimento di separazione o divorzio.

Come si svolge un’indagine per tradimento e quali prove possono fare la differenza

Una delle domande che viene rivolta più spesso a un investigatore privato è molto semplice: “Come fate a scoprire un tradimento?”. La risposta, però, è meno spettacolare di quanto mostrino film e serie televisive. Nella realtà non esistono hacker che entrano nei telefoni, GPS installati di nascosto o telecamere nascoste nelle abitazioni. Un’indagine professionale si basa soprattutto sull’osservazione, sull’esperienza e sulla capacità di documentare i fatti senza mai oltrepassare i limiti imposti dalla legge.

Dopo il primo incontro con il cliente, durante il quale vengono raccolte tutte le informazioni utili, l’investigatore pianifica gli interventi nei momenti in cui è più probabile verificare i comportamenti sospetti. Se, ad esempio, il partner sostiene di essere spesso impegnato per motivi di lavoro oppure si assenta con frequenza in determinati giorni della settimana, saranno proprio quelle le fasce orarie su cui concentrare l’attività investigativa.

L’obiettivo non è seguire una persona ventiquattro ore su ventiquattro, ma individuare le occasioni realmente significative. Questo approccio permette di ridurre i costi dell’indagine e, allo stesso tempo, di ottenere risultati più efficaci.

Durante le attività operative vengono eseguiti pedinamenti, appostamenti e osservazioni esclusivamente in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Se il soggetto entra in un ristorante, in un albergo, in un centro commerciale o passeggia per strada con un’altra persona, questi comportamenti possono essere documentati attraverso fotografie e riprese video. Diverso è il caso di ciò che accade all’interno di un’abitazione privata. In quel momento l’attività investigativa deve fermarsi, perché la legge tutela in modo molto rigoroso la sfera privata delle persone.

Al termine dell’indagine il cliente riceve una relazione dettagliata nella quale vengono riportati gli orari, i luoghi visitati, gli spostamenti osservati e tutta la documentazione fotografica o audiovisiva raccolta durante le attività. Non si tratta di un semplice resoconto, ma di un documento tecnico redatto seguendo criteri precisi, che può essere utilizzato anche nell’ambito di un procedimento giudiziario.

Naturalmente, quando si parla di tradimento, molti si chiedono quali siano le prove realmente necessarie per dimostrare un’infedeltà.

Contrariamente a quanto si pensa, non è indispensabile fotografare un rapporto sessuale per dimostrare la violazione dell’obbligo di fedeltà. La giurisprudenza italiana considera rilevanti anche comportamenti che dimostrino l’esistenza di una relazione sentimentale stabile o comunque incompatibile con i doveri matrimoniali. Incontri frequenti, atteggiamenti affettuosi, pernottamenti nello stesso albergo, vacanze insieme o altre situazioni documentate in modo coerente possono contribuire a costruire un quadro probatorio convincente.

A queste prove possono aggiungersi testimonianze dirette oppure altri elementi raccolti in maniera lecita, come documenti pubblici o informazioni reperibili attraverso fonti aperte. Ciò che conta è che ogni elemento sia stato acquisito nel pieno rispetto della legge.

Molto diverso è invece il caso delle prove ottenute violando la privacy del partner. Accedere di nascosto al suo smartphone, leggere le conversazioni private, utilizzare password senza autorizzazione oppure installare applicazioni per controllarne gli spostamenti rappresentano comportamenti vietati. Oltre a poter integrare veri e propri reati, queste condotte rischiano di rendere inutilizzabile il materiale raccolto. Anche la Corte di Cassazione ha ribadito recentemente che contenuti acquisiti attraverso accessi abusivi ai dispositivi elettronici non possono essere considerati prove valide.

Questo è uno dei motivi principali per cui improvvisarsi investigatori è quasi sempre un errore. La voglia di conoscere la verità può spingere a compiere azioni che, oltre a non risolvere il problema, possono aggravare la situazione dal punto di vista legale.

Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra tradimento e separazione. Molte persone sono convinte che qualsiasi infedeltà comporti automaticamente l’addebito della separazione. In realtà il principio è più complesso.

Perché il giudice possa attribuire l’addebito, non basta dimostrare che il tradimento sia avvenuto. Occorre anche provare che proprio quell’infedeltà abbia determinato la rottura del matrimonio. Se invece la coppia era già in una situazione di crisi irreversibile e viveva una separazione di fatto, il tradimento potrebbe non avere alcuna conseguenza sotto questo profilo. È proprio su questo principio che si è espressa recentemente anche la Corte di Cassazione, confermando come il rapporto tra infedeltà e crisi coniugale debba essere valutato caso per caso.

Per questo motivo l’investigatore privato lavora spesso in collaborazione con l’avvocato del cliente. L’obiettivo non è soltanto raccogliere fotografie, ma costruire un quadro probatorio coerente con la strategia difensiva che verrà eventualmente adottata durante il procedimento.

Un’altra domanda molto frequente riguarda i costi di un’indagine.

Non esiste un prezzo valido per tutti i casi. Le tariffe cambiano in base alla città in cui si svolge l’attività, al numero di investigatori necessari, agli orari richiesti e alla complessità dell’incarico. In linea generale, molte agenzie italiane applicano tariffe orarie comprese tra i 50 e i 90 euro per operatore, mentre per servizi particolarmente complessi possono essere previsti forfait o preventivi personalizzati.

Anche la durata varia sensibilmente. Alcune indagini si concludono nell’arco di pochi giorni, mentre altre richiedono una o due settimane di osservazione, soprattutto quando il soggetto conduce una vita molto regolare oppure gli incontri sospetti avvengono solo in occasioni particolari.

Prima di iniziare qualsiasi attività è sempre consigliabile richiedere un preventivo dettagliato nel quale siano indicati chiaramente il numero di operatori coinvolti, le modalità di svolgimento dell’incarico, le eventuali spese accessorie e il tipo di documentazione che verrà consegnata al termine dell’indagine.

Se sospetti un tradimento, la cosa più importante è non lasciarti guidare dall’impulsività. Annotare date, orari e comportamenti insoliti può essere utile per fornire all’investigatore un punto di partenza concreto. È altrettanto importante conservare soltanto informazioni ottenute in modo legittimo, come contenuti pubblici pubblicati sui social network o documenti di cui sei già legittimamente in possesso.

Al contrario, è fondamentale evitare qualsiasi iniziativa che possa violare la privacy del partner. Entrare nel suo telefono, installare software di controllo, utilizzare microspie o introdursi nella sua abitazione senza autorizzazione sono comportamenti che possono avere conseguenze penali e compromettere definitivamente la possibilità di utilizzare le prove in giudizio.

Come sottolinea Giordano Rosati, il vero valore di un investigatore privato non consiste nel fare ciò che gli altri non possono fare, ma nel sapere come raccogliere prove solide, efficaci e perfettamente legittime. È proprio questo che distingue un’indagine professionale da un’iniziativa improvvisata.

Affidarsi a un’agenzia autorizzata come Gruppo Saros Investigazioni significa avere la certezza che ogni attività venga svolta nel rispetto delle norme previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, del Decreto Ministeriale 269/2010, della normativa sulla privacy e dei più recenti orientamenti della giurisprudenza italiana. Solo in questo modo le prove raccolte potranno trasformarsi in uno strumento realmente utile per tutelare i propri diritti e affrontare con maggiore consapevolezza una delle situazioni personali più delicate che una persona possa vivere.

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